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Cloropide (Thaumatomyia notata)

Cloropide

Questi piccoli artisti del volo fanno parte dell'ordine d'insetti dei ditteri (Diptera). Qui formano una propria famiglia (Chloropidae), di cui fino ad oggi sono state descritte 1300 specie.

Ci rallegriamo già s’in d’ora della vostra richiesta.

Presenza:

sono diffusi in tutte le aree di vegetazione delle zone climatiche temperate. Sono particolarmente diffusi in Europa, nell'America del nord e nell'Asia settentrionale.

Dopo estati calde e secche, dalla fine d'agosto alla fine d'ottobre si trovano milioni di piccoli moscerini su singoli edifici. Prima occupano le pareti esterne e penetrano poi all'interno dell'edificio attraverso finestre, porte e cassette degli avvolgibili ovvero attraverso i loro pannellamenti ed altre fessure. L'infestazione può essere particolarmente forte, se nelle immediate vicinanze ci sono superfici erbose o prati.

 

Alimentazione:

La deposizione delle uova avviene miratamente su piccioli, guaine di steli o piccoli tronchi di radici di poa (Poa annua) e di loglio (Lolium perenne). Da qui le larve penetrano negli steli, nei picccioli e nelle radici della pianta ospite. Ma le larve si trovano anche su un grande numero di specie di filossere radicicole, che vivono sulle radici dell'erba o su quelle di molte altre piante.

Danni:

Poiché i cloropidi, come anche le loro larve, non infestano né l'uomo, né gli animali domestici, né le loro scorte alimentari, vanno considerati animali non nocivi. A causa della loro presenza massiccia sui muri e nelle case danno però molto fastidio.

 

Aspetto:

moscerini piccoli (2 mm), di lucentezza giallastra, quasi nudi con tre strisce trasversali nere e scintillanti sul dorso. In posizione di riposo, il paio di ali trasparenti viene posato piatto sul corpo dell'insetto. Durante il volo oscilla anche un secondo paio di ali, trasformate in piccoli puntali, rendendo stabili i movimenti di volo.

 

Sviluppo:

negli anni con estati secche si possono sviluppare da due a tre generazioni, le cui crisalidi, in numero più o meno elevato, possono rimanere nella terra finché un grande rovescio di pioggia nella tarda estate causa la sgusciatura quasi contemporanea di tutte le crisalide presenti e spinge l'enorme quantità di moscerini alla ricerca dei loro quartieri invernali. Che l'ibernazione sia il motivo per la penetrazione dei moscerini nelle case, non è mai stato messo in dubbio. Ne sono la prova il rapporto dei sessi di quasi 1:1, i loro organi di riproduzione non ancora maturi in autunno ed i loro addomi tutti pieni di sostanze di riserva (grasso) prima dell'ibernazione e completamente piatti e svuotati in primavera a causa del consumo del grasso. L'ibernazione sembra non solo dipendere dall'intensità della luce e dalla temperatura, ma sembra anche essere regolata dal fotoperiodo, cioè, a causa della riduzione delle ore di luce in autunno, lo sviluppo della capacità di riproduzione dei moscerini viene inibito e continua poi in primavera, quando aumenta di nuovo il numero delle ore giornaliere di luce.

Biologia e comportamento:

l'arrivo in volo dei moscerini sulla parete di un edificio illuminata dal sole ha luogo dalla fine d'agosto alla fine d'ottobre. A temperature superiori a 17°C circa i moscerini hanno un comportamento fototatticamente positivo, vengono cioè attirati dalla luce e sciamano svolazzando vivacemente in giro e ritornando spesso ad un determinato punto di partenza davanti alla parete. Hanno allo stesso tempo un comportamento geotatticamente negativo, cioè si muovono dal basso verso l'alto su una superficie, finché arrivano all'ombra del tetto. A temperature inferiori a 17°C hanno un comportamento fototatticamente negativo, cercano cioè nascondigli scuri e attraverso fessure e crepe strette, penetrano nelle case, dove si accumulano in fitti grappoli sotto le tegole, nelle cassette degli avvolgibili, sotto pannellamenti di finestre o porte, ma anche in mansarde, sottotetti e stanze dell'ultimo piano. Anche certi tipi di isolamento esterno degli edifici sembrano essere quartieri invernali molto amati. Lì rimangono anche nei giorni nuvolosi e durante la stagione fredda, dove a temperature inferiori a 14°C diventano sempre più pigri fino a diventare immobili. Possono rimanere nei loro nascondigli fino a temperature di -20°C senza subire danni. Ma ad un riscaldamento immediato, p. es. a circa 22°C, tramite l'azionamento del riscaldamento centrale nei vani d'abitazione, muoiono rapidamente. Solo in primavera (marzo ed aprile), a temperature da 8 a 9°C diventano di nuovo mobili, ed a 12 - 18°C fototatticamente positivi, il che porta, come in autunno, alla loro accumulazione sulla parete esterna della casa, per disperdersi poi e deporre le loro uova, dopo la maturazione dei loro organi di riproduzione.

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