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Anticimex: a Vicenza nel 2015 aumento del 21% delle richieste di intervento di servizi per il controllo e il monitoraggio dei topi

Comunicato Stampa 18/01/2016 02:31

Elisabetta Lamberti, Responsabile Ufficio Tecnico Anticimex: “Per ottenere risultati efficaci oggi si può ricorrere a soluzioni tecnologiche e che rispettano l’ambiente”

Milano, 18 gennaio 2016 – A seguito degli avvistamenti di topi e delle segnalazioni ricevute in questi giorni nella città di Vicenza, Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene e ambientali, ha analizzato i propri dati sulle richieste e operazioni di disinfestazione effettuati sul territorio durante l’ultimo anno.

La fotografia che emerge riporta nel 2015 un incremento del 21% di interventi di servizi per il controllo e il monitoraggio dei roditori compiuti dall’azienda rispetto all’anno precedente, evidenziando un aumento dei dispositivi che prevedono l’ausilio delle nuove tecnologie e apparecchiature di ultima generazione. Dal territorio c’è una forte richiesta per questo tipo di servizi (+31% rispetto al 2014), perché rispetto alla derattizzazione tradizionale forniscono dati più precisi e attendibili in tempo reale, rispettano l’ambiente e sono adatti a qualsiasi tipo di luogo (ambienti interni, esterni e sottosuolo).

“La presenza dei topi e ratti all’ospedale San Bortolo di Vicenza è l’ultimo dei casi di avvistamenti registrati in città, come conferma il dato in aumento del 21% sugli interventi che abbiamo effettuato nel 2015 rispetto al 2014 - dichiara Elisabetta Lamberti, Responsabile Ufficio Tecnico di Anticimex Italia – Per ottenere risultati efficaci oggi si può ricorrere a soluzioni tecnologiche e che rispettano l’ambiente e gli animali no target. Non più prodotti pericolosi ed invasivi, ma trappole interattive e alimentate da pannelli solari, capaci di avvertirci delle catture in tempo reale con un semplice SMS o un’email. Topi e ratti rappresentano un problema per la sicurezza ambientale e per la salute dell'uomo – continua Elisabetta Lamberti – poiché spesso sono affetti da agenti patogeni e parassiti che possono essere trasmessi agli esseri umani, anche in via indiretta. Per questo è necessario che l’azione avvenga non solo da parte dell’amministrazione locale sulle aree di proprietà pubblica, ma anche dagli stessi cittadini, con una manutenzione delle aree private del restante patrimonio urbano. Solo così sarà possibile contrastare il fenomeno.”

Aggiornato: 29/03/2016 02:31

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