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Fatti interessanti sui piccioni

I piccioni: alcune informazioni fondamentali. 

Questa breve descrizione fornisce alcune informazioni fondamentali sui piccioni in Svizzera, ad esempio quali razze sono endemiche nel nostro Paese, qual è la loro origine e cosa ne caratterizza il comportamento. Anticimex si avvale di queste conoscenze per sviluppare soluzioni efficaci di dissuasione dei piccioni e aiutare i clienti a liberarsi della loro presenza. 

Razze di piccioni endemiche in Svizzera. 

In Svizzera sono presenti 5 delle oltre 300 razze di piccioni esistenti al mondo: il piccione di città, la tortora, la colombella, la tortora dal collare e il colombaccio.  

Il piccione di città: origine, biologia, comportamento e potenziale rischio sanitario. 

I piccioni domestici inselvatichiti che vivono nelle grandi città sono animali fastidiosi che causano problemi sanitari e imbrattano il patrimonio architettonico. Con i loro versi disturbano le persone durante il sonno, imbrattano le facciate e i balconi degli edifici con i loro escrementi, intasano le grondaie costruendo i nidi e possono trasmettere malattie all’essere umano.  

L’origine del piccione di città. 

Il piccione di città inselvatichito discende dal colombo selvatico nativo del Vicino Oriente. È diffuso soprattutto in Africa, Asia ed Europa, dove vive in colonie numerose lungo le pareti rocciose delle scogliere. Si ciba prevalentemente di semi e granaglie e per la ricerca del cibo si sposta in stormi. È molto legato al luogo in cui vive e forma coppie stabili che nidificano due volte l’anno. 

Il piccione domestico è il risultato di un processo di domesticazione del colombo selvatico iniziato dall’essere umano migliaia di anni fa. In condizioni di allevamento questi volatili si riproducono durante tutto l’anno. Grazie alla sua eccezionale capacità di orientamento e all’elevata velocità di volo, il piccione è stato impiegato per spedire messaggi e nelle gare sportive. Le persone portavano con sé i piccioni domestici durante i viaggi e questo ne ha favorito la diffusione in ogni parte del mondo. Dai piccioni domestici sfuggiti al controllo e ritornati selvatici hanno avuto origine i piccioni di città. 

Grazie allo sviluppo di centri urbani di grandi dimensioni in tutto il mondo, che ha reso disponibile un’abbondanza di luoghi di nidificazione quali rovine, case diroccate, stazioni ferroviarie e ponti, dalla metà del XX secolo questa specie si è moltiplicata con estrema rapidità. 

La biologia del piccione di città. 

Con una lunghezza compresa tra circa 31 e 34 cm, il piccione di città figura tra le specie di colombi di maggiori dimensioni. Il suo piumaggio presenta una grande variabilità e la specie è molto simile a quella del colombo selvatico. 

Nelle città nidifica, oltre che nelle rovine degli edifici, sotto i ponti, nelle nicchie delle facciate delle case, nei sottotetti disabitati e nelle chiese. Il nido viene costruito da entrambi i membri della coppia con materiali di scarto e soprattutto rametti, piume e radici. 

Le femmine sono mature per la riproduzione già a sei mesi e generalmente depongono due uova. I piccioni possono riprodursi durante tutto l’arco dell’anno e allevare fino a dieci piccoli, anche se il principale periodo di riproduzione coincide con la seconda metà dell’anno. La cova dura circa 18 giorni. Dopo la schiusa i nidiacei rimangono nel nido fino a 36 giorni e vengono nutriti dai genitori. I piccioni sono monogami e formano coppie che rimangono insieme per tutta la vita. 

In condizioni ottimali possono vivere fino a 10 anni, ma negli ambienti urbanizzati, in cui le popolazioni sono molto numerose, l’aspettativa media di vita si riduce a 2 o 3 anni e nei centri città il tasso di mortalità dei giovani raggiunge il 90% nel primo anno di vita. 

I piccioni sono animali opportunisti e oltre al loro cibo principale (granaglie e semi delle piante) si nutrono anche di insetti, vermi e lumache. Anche l’enorme quantità di scarti alimentari presenti nei rifiuti fa parte della dieta dei piccioni, che si nutrono anche di briciole di pane, patate cotte e persino salumi. Inoltre, la distribuzione di cibo da parte degli amanti degli animali mantiene elevata la popolazione degli stormi impedendo la selezione naturale. 

Il comportamento del piccione di città. 

Come i loro antenati selvatici, i piccioni vivono in stormi nelle aree in cui sono nati. Possono anche migrare in altri stormi. Generalmente i luoghi di cova e di nidificazione non coincidono con quelli riservati alla ricerca del cibo, per cui possono formarsi stormi diversi per la riproduzione e l’alimentazione. I soggetti dominanti all’interno della scala gerarchica occupano la posizione migliore nelle aree di cova e di alimentazione.  

Il potenziale di rischio sanitario del piccione di città. 

Il piccione domestico inselvatichito assume rilevanza in ambito medico-sanitario come potenziale mezzo di trasmissione di malattie quali la salmonellosi, l’ornitosi, la toxoplasmosi, l’aspergillosi ecc. Oltre al rischio di trasmissione di germi patogeni possono veicolare all’interno delle abitazioni o ospitare nei nidi parassiti (zecche del piccione, acari rossi) e infestanti (dermesti, tarme, mosche). 

Questa specie di piccione, inoltre, può causare anche danni agli edifici: un piccione produce circa 12 kg di guano all’anno che si accumula in special modo nei siti dormitori imbrattando le facciate delle abitazioni e i marciapiedi, intasando le grondaie e aggredendo i materiali di rivestimento degli edifici con la sua acidità e le infezioni fungine.  

 

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